Il giorno che mi sono rotta le palle di me stessa, é il giorno che ho cambiato la mia vita intera!

  • Questo articolo é frutto della mia personale esperienza e sentito. 

Ieri sera il mio flatmate mi ha fatto vedere Shutter Island, non sono una grande fan di questo genere di film, e apprezzo artisticamente Leonardo di Caprio (spesso magistrale nelle sue interpretazioni), ma non sono una fan che si é sciroppata giú religiosamente ogni suo film … ma lui insisteva che era bello e andava visto!

Io sono pure una di quelle che come si dice “I’m always late to the party” ossia arrivo tardi “alle feste” e osannazioni su un film, serie TV o su un vip. Per esempio la serie TV Sherlock della BBC l’ho vista dopo tipo 3/4 anni dall’uscita della prima serie? E Cumberbatch mi era noto solo per il cognome che aveva l’assonanza con quella del vegetale cucumber?!




Ecco. Appunto. 😉

Anyway ci siamo seduti in religioso silenzio a guardarlo, e il mio flatmate aveva ragione … era proprio un bel film!

Anyway, Leonardo di Caprio mi ha fatto pensare a un paio di cose:

  • Alla mia amica Svedese che ogni volta si incaxxa come una iena quando i vari giornali di gossip appioppano a Leo l’ennesima super-giovanissima-fighissima-copia-della-precedente-fiamma, lamentandosi del fatto che farebbe carte false per averlo, nonostante abbia un fidanzato a mio parere davvero niente male e che seeempre a mio parere a Leonardo gli prende una pista che levati MotoGP!
  • A quando uscí Titanic (film che io candidamente ammetto di non aver mai visto, e credo perció di essere una creatura rara su sta’ terra!), e a tutte le mie amiche che di volta in volta cambiavano cinema, perché si vergognavano ad andare a vedere per la settordicesima volta lo stesso film … sia mai che quello che strappava i biglietti potesse riconoscerle e percularle (ma quando mai?!)!
  • E poi anche su qualcosa che ha a che fare con noi stessi … sí io spesso non sono capace di guardare un film senza rapportarlo a me stessa o alla realtá che mi/ci circonda 😉

Il film é abbastanza tetro e molto trip mentale perché alla fine parla di ció che ci va di vedere, di credere, di ció che ci fa fa comodo di credere e/o vedere e facciamo di continuo un taglia e cuci della realtá che ci circonda. Perché noi logicamente viviamo molto soggettivamente ció che ci circonda, ció che ci accade. Ho sempre creduto che spesso finiamo per crearci il nostro personale manicomio o prigione che sia, oppure il nostro personale Paradiso felice.

Ricevo centinaia di emails quasi tutte uguali, in cui la paura piú raccontata é quella di stare per fare una cavolata, che sia espatriare, lasciare un lavoro che ci sta smorzando dentro, cambiare strada nonostante le persone attorno a noi pensano che sia una mattata, provare qualcosa di nuovo che ci accenda e renda piú contenti … felici, e cosí via.

Ho sentito e letto persone raccontarsi delle “veritá comode”, giustificarsi, e tenere della realtá solo alcune parti pur di non affrontare loro stessi e le loro paure. Io stessa l’ho fatto per taaaanti anni, dirmi che andava tutto bene, raccontarmi che ero felice cosí nonostante i malesseri e inquietudini che ricacciavo via giú nell’abisso che non volevo guardare.

Non facciamo tutti un po’ come fa Leonardo su Shutter Island? Omettiamo certi particolari, certe veritá, o addirittua intere realtá, oppure le trasfiguriamo e distorciamo a nostro piacimento, pur di rimanere nella nostra comfort zone pure che non é piú logicamente molto comfort? Per anni mi sono raccontata che ero troppo vecchia per ricominciare da capo, che non avevo i mezzi o le situazioni giuste, che qualcuno o qualcosa doveva farmele accadere, che non ero abbastanza in taaaaante cose, che sarei fallita miseramente … etc.

Mi facevo i film mentali e tagliavo e ricucivo la mia realtá, proiettando roba che esisteva solo per me, come fa Leonardo per tutto il film, finché alla fine non viene messo alle strette e deve togliersi quegli occhiali-filtro e vedere le cose per cosí come stanno e tutto il suo mondo crolla miseramente. In linea generale si dice “toccare il fondo”, giá quel fondo che uno puó usare per darsi la spinta e risalire, e quando l’ho toccato anni fa, la realtá che mi ero cucita, le giustificazioni e false veritá che mi ero raccontata, mi hanno fatto male, ma ho usato tutto quel dolore per risalire la china e finalmente decidere che non ero in balia dei miei film mentali, e soprattutto che potevo provare a riscrivere la mia realtá dei fatti, che dovevo affrontare ció che temevo di piú … me stessa.

La cosa che spesso alle persone sfugge (ed é sfuggita anche a me per luuuunghi anni) é che paura e fede sono la stessa cosa, ma con un outcome diverso. Portano a proiettare entrambe qualcosa sul futuro, solo che con la paura tu proietti appunto l’apocalisse, le cose andranno male e saluti. Mentre con la fede (in se stessi) proietti nel futuro qualcosa di positivo, qualcosa che puoi usare per pavimentare la tua strada, invece di rimanere paralizzato ad attendere chissá quale grande svolta.

Ricordati che in ogni cosa che fai, hai un fifty-fifty ossia un 50% che possa andare male come un 50% che possa pure andarti bene quindi per giustizia cavolo! Dedica pure un paio di minuti a quello positivo di outcome, che almeno non ti stritola il cuore e ti fa pure sorridere!




Io per la paura neanche prendevo in considerazione certe idee, certi pensieri, se salivano a galla li ricacciavo giú raccontandomi passatemi il termine stron#ate! Eppure stavo male, eppure continuavo a dire che era tutto ok, pure se non lo era, e a dare colpe a destra e manca per il mio malessere, e giustificarmi su realtá che non erano reali ma solo film mentali miei, solo ció che io volevo vedere, perché guardare nell’abisso e rendersi conto che laggiú ci sono tutte le cose che hai negli anni ricacciato via giú-giú, mi faceva incaxxare perché per tanto tempo mi ero negata di provare qualcosa di nuovo, di provare a cambiare ció che non andava piú nella mia vita, mi ero dipinta una realtá che non mi piaceva, ma allo stesso tempo facevo finta che tutto andasse magnificamente.

Leonardo di Caprio insegna.

Cosa?

Che ci creiamo certe storie pur di rinnegare quello che siamo e soprattutto vogliamo e potremmo provare ad essere … é tutto un fattore mentale.

Lui non voleva ricordare, noi non vogliamo tentare troppo stretti come siamo dalla paura, e allora via a giustificare, via a rimandare, via a … inventare scuse e perché non si dovrebbe tentare, e aprire soprattutto gli occhi su noi stessi e le nostre infinite capacitá “dormienti”.

Guardatevi Shutter Island per capirlo.

Sir Koala ringrazia e saluta.

Koala Londinese

Koala Londinese

Sir Koala Londinese at Sir Koala Londinese
Blogger romana dal 2010 in trasferta in quel di Londra. Fra un pezzo di pane tirato ad uno scoiattolo e un altro ad un piccione, ti servo la mia visione animale di Londra e non solo! Seriamente convinta di due cose: ció che pensi diventi e che il Carpe Diem dovrebbero prescriverlo a tutti! 😉
Koala Londinese

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