Colloqui telefonici o via Skype … una guida su cosa chiedono, come rispondere, e soprattutto come comportarsi!

Una delle cose che angoscia chi ricerca lavoro all’estero, sono appunto i famosi colloqui pre-scrematura, telefonici.

In Italia vengono usati molto raramente e per lo piú da aziende o agenzie di recruiting abbastanza famose, e/o che operano a livello internazionale e quindi seguono certe dinamiche differenti da quelle Italiane.

Se giá di per se stesso angoscia l’idea di doversi ritrovare a ripondere cosí su due piedi a delle domande via telefono, figuriamoci se poi ci si mette anche il fattore lingua, ossia dover rispondere in Inglese … che magari mal mastichiamo.



In questo articolo vi daró delle piccole dritte, utili ad affrontare il primo o prossimo colloquio telefonico in maniera piú tranquilla … per quanto possibile almeno! 🙂

Innanzittutto perché si usano fare questi colloqui?

Sono colloqui pre-screening, ossia una sorta di scrematura che il recruiter fa per decidere chi effettivamente chiamare per il colloquio face-to-face. Diciamo che qui in UK, ma non solo, non amano molto perdere tempo, e senza farlo perdere appunto a loro e soprattutto a te, ancor prima di invitarti per il colloquio face-to-face conosciutivo, si fanno una bella telefonatina per vedere se poi “vali” davvero per venir invitato al colloquio di lavoro presso i loro uffici.

La prima cosa da fare logicamente é quella sicuramente di curare con attenzione maniacale il proprio CV e soprattutto la CL, un documento che puó rivelarsi inaspettatamente essere l’ago che pende nella decisione fra “lo tengo” o “lo cestino”.

Hai bisogno di un Curriculum Vitae professionale in Inglese o Italiano?

Ma arriviamo alla fatidica chiamata, ci sono due modalitá per essere contattati: il recruiter vi contatta via email, informandovi che sarebbe lieto di avere con voi un piccolo colloquio di scrematura, e vi propone un giorno e un’ora, ma voi potete giostrarvi e dire sí, oppure proporre cordialmente un altro orario o giorno specificando che siete impegnati.

Altri invece direttamente vi chiamano e qui avete due possibilitá: o vi “sottoponete” a tale breve colloquio, oppure potete impallare su e dire che siete al momento impegnati e non potete rispondere, e subito chiedete se cortesemente vi possono richiamare in un altro orario o giorno … certo in questo caso ci puó essere il 50% che il recruiter vi dica di sí, oppure che vi dica che ha dei tempi stretti e dunque passa al prossimo. Vedete voi come agire 🙂

Comunque é quasi sempre chi vi chiama/contatta che vi propone da subito una data e orario per la mini-job interview telefonica.

Un grande consiglio che vi do, é quello di tenere una lista con date, giorni, anche orari, delle candidature che spedite. Nel senso che siccome uno magari in un solo giorno manda diverse candidature a diverse aziende ma magari per la stessa posizione, quando il recruiter vi chiama (magari pure dopo parecchio tempo che vi siete candidati) voi rimanete un attimo in silenzio a chiedervi “e mo questo qui chi é? A quale azienda lo avevo mandato? Forse é la PincoPallo company, ah no forse la PincaPalla Agency …” e non é una gran figura da fare, specialmente se come accade spesso il recruiter vi chiede come siete venuti in contatto con la loro azienda, cosa ne pensate, etc.

Quindi segnatevi tutto per filo e per segno. Esempio:

  • 10 Ottobre 2017 – mandato CV a PincoPallo Company per la posizione di Segretaria
  • 10 Ottobre 2017 – mandato CV a PincoPalla Agency per la posizione di Segretaria

Inoltre questo vi aiuterá a fare delle ricerche sull’azienda, chi é il suo CEO, in che settore opera, quali sono i loro prodotti e/o servizi, etc. Perché quasi sempre c’é la domandina sul … conosce la nostra azienda? E anche se non ve la fanno, é sempre apprezzato vedere che il candidato la conosce, sa chi é il CEO, di cosa si occupa l’azienda, l’award che ha vinto l’anno scorso per quel tale motivo … etc.

Ma cosa vi verrá chiesto in questa telefonata?

Mettetevi subito tranquilli al 99,9% sará breve, perché al recruiter serve solo a verificare che siete effettivamente “validi” per chiamarvi a partecipare a un colloquio, e appunto é lí che invece ci sará il colloquio effettivo.

Non é possibile stabilire cosa vi domanderanno, perché ogni azienda o agenzia di recuiting o head hunter, agisce in un proprio modo e con delle sue regole e prioritá. Peró in generale si puó incappare in questa tipologia di domande (logicamente non ve le faranno tutte, io ho messo una ipotetica/possibile lista e come giá detto queste possono variare o totalmente discostarsi da ció che in via generale viene domandato!):

Salve Signor PincoPallo, io sono Mr BimBumBam e la chiamo per conto dell’azienda ABC, (oppure) e la contatto perché ho ricevuto il suo CV via email per la posizione di architetto, e mi chiedevo se gentilmente ha un paio di minuti da dedicarmi.

Conosceva la nostra azienda?

Cosa ne pensa?

Perché vorrebbe lavorare per noi?

Vedo dal suo CV che la sua ultima esperienza é stata come XXX, nella XXX company, me ne parla brevemente?

Vedo che nella sua ultima esperienza é stato un architetto, brevemente di cosa si occupava?

Perché si é licenziato da quell’azienda?

Perché sta cercando un altro impego, pur lavorando con la XXX company?

Vedo che ha lavorato quasi sempre come segretaria, perché ora si é candidata per lavorare come ragioniere?

La posizione per cui si é candidato é stata “riempita”, sarebbe interessato a fare un colloquio come assistente allo Store Manager, invece che Store Manager?

Da quanto tempo é presente/risiede in Inghilterra?

Ha intenzione di cambiare nazione, nell’imminente futuro?

Attualmente ha ricevuto altre proposte di lavoro? Ha trovato lavoro? Sta ancora ricercando lavoro?

Mi dice un suo punto di forza e uno di debolezza?

E poi se si conclude tutto per il meglio, vi ringraziano e vi invitano alla vera e propria intervista face-to-face, in sede. Solitamente come giá detto, vi faranno solo un paio di domande, no 50.000 + vita, morte e miracoli vostri 😉



É solo per inquadrare bene il candidato, e farsi una veloce idea se siete papabili per un vero e proprio colloquio.

Il mio consiglio se con l’Inglese non siete una cima, o avete paura di farvi prendere dal nervosismo, é buttare giú due righe per rispondere piú o meno a questo domande, che potete memorizzarvi, anche se si capisce bene che molto lo dovrete logicamente improvvisare sul momento, perché nessuno ha la palla di vetro e quello potrebbe pure di suo mettersi a domandare tutt’altro!

Oppure giocate di anticipo e se state lí a balbettare, scusatevi e ditegli che siete solo tanto eccitati perché speravate taaaaaaanto che l’azienda XXX prendesse in esame il vostro CV. Questo gioca a vostro favore, perché fa vedere estremo interesse, da l’idea (sí ok pure falsa che sia!) che vi siete candidati SOLO per loro, e nasconde un pochetto il vero fattore: ossia che in realtá non siete proprio fluent con la lingua Inglese! 😉

Altra cosa, cercate di farvi “sentire sorridenti e motivati”, ossia di parlare con entusiasmo (mi raccomando non troppo! Niente voci squillanti o urletti o peggio ancora fiumi di parole senza uno stop … per caritá!) ma di farvi sentire belli carichi e motivati, come se stavate aspettando quella telefonata da anni e siete felici che il vostro CV sia stato scelto per una possibile intervista.

Quando vi fanno le domande non dilungatevi troppo, anche perché vi accorgerete che se lo state facendo il recruiter vi stoppa subito, e passa a domandarvi altro. É una intervista conoscitiva/valutativa, non dovete parlargli di vita, morte, miracoli vostri, e dilungarvi per ore nelle risposte. Il segreto é essere brevi e concisi, bastano davvero un paio di frasi!

Quando state ascoltado cosa il recruiter vi sta dicendo, voi non rispondete sempre con una sfilza monotona di: yes – yeah – uh-uh/mh-mh – ok – ah … ma cercate invece di articolare per vedere che state seguendo il discorso e siete interessati, I see – I understand – ok, thanks – ok, perfect – yes, thanks – it’s all very clear to me now … e cosí via.

Online ci sono molti articoli che raccolgono le domande piú gettonate sia quelle telefoniche che fatte nei colloqui veri e propri face-to-face. Addirittura alcuni articoli vanno oltre, fornendo pure delle risposte standard 🙂

Alcuni esempi:

In ultimo se potete, cercate di stare in piedi e camminare, perché sembra strano ma aiuta nel dialogo e nella scioltezza generale della persona, mentre lo stare seduti va a sottolineare a livello psicologico la sensazione di “esame” e “ansia da prestazione”.

Potete anche registrare la vostra voce/pseudo-intervista per sentirvi e vedere come siete andati, o chiedere a un amico o parente di farvi qualche domanda a bruciapelo, magari un secondo prima state parlando dell’ultimo film che avete visto, e quello a bruciapelo cosí dal nulla vi spara una domanda lavorativa, per vedere i vostri tempi di reazione e come formulate velocemente una risposta concreta in un’altra lingua. 🙂

Tenete sempre con voi vicino il vostro CV, e se anche la lista delle domande che potete a vostra volta fare. Fare domande non é visto come scortesia o sbagliato, a meno che non sparate subito domande tipo ma quante ferie avró? Ma lo stipendio? Ma che si lavora pure il Sabato? É solo un colloquio conoscitivo telefonico non quello vero e proprio!

Se il recruiter conclude dicendo che siete andati bene e vi ricontatterá in breve tempo per farvi sapere la data del colloquio vero e proprio in sede, ma passano settimane e tutto tace … mettete su un po’ di sana “faccia da chiulo” e se avete ancora il suo contatto, allora ricontattatelo e chiedete gentilmente come mai non avete piú avuto sue notizie. Cosí non rimarrete con il dubbio sul perché non lo abbia fatto. Inoltre questo da impressione di quanto ci teniate a quella posizione, lavorare per quell’azienda.

Concludo dicendo che é normale avere “ansia da prestazione”, é pur sempre un piccolo colloquio di lavoro, dove voi rimettete le vostre speranze per ottenere un posto di lavoro, un ruolo che ambite e il recruiter é come voi, lo sa bene che non siete dei robot e né si aspetta che rispondiate senza emozione e tranquillissimi … insomma di colloqui sia telefonici o faccia a faccia ne avrá fatti eccome! 😉

Quindi cercate di rilassarvi per quanto potete, pensando che dall’altra parte del telefono c’é una persona in carne e ossa, una che sicuramente tempo prima si é ritrovata come voi a sua volta a ricercare lavoro, a fare colloqui, a mandare CV e rispondere alle domande del recruiter di turno!

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Sir Koala ringrazia e saluta.



Koala Londinese

Koala Londinese

Sir Koala Londinese at Sir Koala Londinese
Blogger romana dal 2010 in trasferta in quel di Londra. Fra un pezzo di pane tirato ad uno scoiattolo e un altro ad un piccione, ti servo la mia visione animale di Londra e non solo! Seriamente convinta di due cose: ció che pensi diventi e che il Carpe Diem dovrebbero prescriverlo a tutti! 😉
Koala Londinese

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