L’effetto Instagram dell’espatrio

  • L’articolo é frutto delle mie personali esperienze e sentito.

L’altro giorno mi sono ritrovata a leggere un articolo che metteva a confronto le foto di Instagram, prima – ossia senza filtri, modifiche, ritagli per cogliere il dettaglio migliore, e il dopo – ossia appunto con filtri, modifiche, ritagli o inquadrature per cogliere solo il dettaglio o lato migliore dell’oggetto/panorama/persona, lasciando fuori tutto il resto … poco bello e attraente.

Potete leggere l’articolo in questione qui – The Truth Behind Instagram

Leggendo quell’articolo, e scrollando le foto mi é venuto in mente di quante letterine ho ricevuto in questi anni, da Koali che mi confidavano nel privato e anonimato della email, che la loro nuova vita da expat non si avvicinava neanche minimamente a ció che si immaginavano, o meglio a tutto ció che avevano letto, sentito e visto online.




Non é una cosa semplice da spiattellare online, perché se ti metti a scrivere su di un forum/sito/pagina Facebook che sia, cavoli vivere a XXX cittá non é proprio come me lo aspettavo, o come me lo avevano raccontato, o come me lo immaginavo, o come lo avevo letto di qua e di lá … sicuro che di danno del cretino, immaturo, credulone, incapace, sprovveduto, e molto altro ancora.

Invece proprio perché ormai passiamo tantissimo tempo sui social, é quasi scontato che ci facciamo (ancor prima di partire) giá un’idea abbastanza precisa su come sará la nostra vita una volta andati a vivere in XXX paese.

Perché al 99% sui social si raccontano solo cose belle, cose fighe, cose “sbrilluccicose”, cose felici, simpatiche, che profumano di rivincita, di riuscita … ma davvero pochi, pochissimi raccontano davvero come stanno le cose, ossia che sí magari hanno conquistato finalmente il lavoro dei loro sogni e pure ben retribuito che in Italia non trovavano, ma hanno avuto momenti di difficoltá pure loro, oppure che dopo tot anni hanno messo radici in quell’X paese o cittá e ora vivono felici e mai tornerebbero in Italia, peró di sicuro non hanno vissuto tutti quegli anni senza problemi, difficoltá, intoppi, momenti no o di sconforto … insomma chi puó dire di vivere una vita alla Instangram, ossia fatta di sole cose belle, fighe, felici, magiche, unicorni e arcobaleni, senza mai nemmeno un giorno o un’ora di nuvole?!

Invece soprattutto se vicino a noi non abbiamo una persona amica e magari fidata, che ha intrapreso piú o meno il nostro stesso cammino, finiamo appunto per leggere e credere a quello che online si scrive.

Anche io ci sono caduta appieno quando mi sono trasferita qui, perché se in un coro di tantissime persone che ti dicono vai che é tutto facile, qui aspettano solo te, ci sono solo un paio di pecore nere che ti dicono si é ok ma ci sono ovviamente come in tutte le cose i pro e i contro, e comunque un primo periodo di collaudo lo passano tutti e la vita stessa non é che ti fa vivere in un mondo perfetto con situazioni e gente perfetta … tu, finisci logicamente per bollare come pessimisti quelli che in realtá sono invece realisti, e per ottimisti quelli che in realtá hanno omesso qualche dettaglio … o peggio ancora, non sono mai neanche espatriati!

Il punto focale che si perde di vista, é che ognuno quando espatria é fine a se stesso, viene da un determinato background, ha la sua vita, i suoi pensieri, bisogni, modi di pensare, modi di affrontare le cose, e soprattutto una serie di circostanze personali.

Mi é capitato di ricevere letterine da Koali che si chiedevano come mai Tizio e Caio avevano trovato subito lavoro, o casa, o si erano comunque ben sistemati qui in UK, ma lui o lei invece no, invece stava ancora a punto zero, eppure ricercavano lo stesso tipo di lavoro, o avevano seguito alla lettera lo stesso sistema per trovare che ne so, una casa. Questo perché come appena detto, ognuno é a sé, e non é detto che siccome io ho trovato subito lavoro, allora lo trovi pure te! Perché possono intervenire tantissime variabili, tantissime cause e circostanze.




Ecco perché io fin da subito, ho deciso di raccontare su questo blog le cose cosí come stavano, cosí come mi andavano, sia i momenti felici che quelli tristi, sia le vittorie che le sconfitte, pure che alcune volte mi sono vergognata, ma per me é sempre stato importante raccontare tutto senza filtri, ricordandovi che quando guardate una foto quello che state osservando é solo un dettaglio, solo una parte dell’immagine intera, immagine che magari non comprende nello scatto qualcosa di poco attraente. E se uno non lo sa, puó capitare di sentirti frustrato, di sentirsi un fallito, di sentirsi incapace, soprattutto quando gli altri raccontano che fare questo e quello é facile, mentre per lui o lei non lo é.

Prendete tutto sempre con le pinze, leggete, guardate, chiedete, informatevi, e siate ottimisti, positivi, motivati ma soprattutto realisti. L’espatrio é una cosa positiva, é un invito a testare se stessi, e io invito sempre a provarci, se si é decisi a farlo. Io con il tempo dopo le prime craniate prese qui pensando che era il mondo delle favole, ho imparato a prendere tutto con un 50% e soprattutto a raccontare anche la mia vita a voi, sempre ricordandovi che comunque sono le mie esperienze, e magari a voi puó andare peggio o meglio di come sia andata a me. 🙂

D’altronde spesso vi ripeto che quando sono partita alcuni mi dissero che la cosa piú complicata era aprire un contro bancario in UK, mentre la piú facile (roba di poche ore, massimo in giornata!!!) era quella di trovare una stanza, cosa che invece almeno per me, si é sempre rivelata faticosa.

Ogni persona é a sé, ogni esperienza pur che sembra uguale é sempre e comunque legata alla persona che la vive, poi sta a noi scegliere se raccontare tutto quanto, o solo le cose piú fighe.

Anni fa scesi per le vacanze a casa, ero da poco qui in UK e le cose non andavano di certo da favola, mi rircordo che i miei (giá 100% contrari alla mia scelta di espatriare) mi chiesero di mettere su un sorriso, e dire che andava tutto alla grande, e io per farli felici lo feci … ma quanto mi sono sentita di merxxa non potete neanche immaginarlo!

É cosa risaputa che la gente si aspetta solo di sentirvi raccontare cose fighe, chi ha davvero tempo e voglia di sorbirsi i vostri capitomboli?! E poi non ci si fa mica bella figura perché puó arrivare quello o quella a dirvi che gli incapaci imbranati siete voi che non riuscite a fare questo e quello. Ecco che quindi si salta appieno “l’arrampicata”, schizzando subito al momento del “ho raggiunto la vetta!” 😉

Quindi non sentitevi assolutamente incapaci o lenti, se Tizio e Caio scrivono che hanno trovato la loro strada qui, e voi ancora no pure dopo tot anni di espatrio. Credetemi, é proprio vero quando si dice che ogni persona trova la sua via, con i suoi tempi e modi. 🙂

Sono convinta che ognuno a suo modo ce la fa, ed é bellissimo per me sedermi magari con una tazza di tea ad ascoltare per filo e per segno come ce l’ha fatta!




Sir Koala ringrazia e saluta.

Koala Londinese

Koala Londinese

Sir Koala Londinese at Sir Koala Londinese
Blogger romana dal 2010 in trasferta in quel di Londra. Fra un pezzo di pane tirato ad uno scoiattolo e un altro ad un piccione, ti servo la mia visione animale di Londra e non solo! Seriamente convinta di due cose: ció che pensi diventi e che il Carpe Diem dovrebbero prescriverlo a tutti! 😉
Koala Londinese