Piccoli Racconti Storici: Lady Godiva

Ciao Koali sono stata davvero felice che il primo racconto vi sia piaciuto tanto da chiedermi di continuare a raccontarvi altre storie, quindi eccoci tutti qui per un nuovo capitolo!

Grazie 🙂

Oggi vi racconto di lei, Lady Godiva, il suo é un bellissimo racconto storico che si miscela con la leggenda.

Buona lettura 🙂



  • Ovviamente io non sono uno storico, e le informazioni le conosco perché le ho studiate sui banchi di scuola, oppure le ho apprese o rinfrescate grazie a portali di storia o l’amico Wikipedia. Quindi se ci sono errori di date, segnalatemeli pure 😉 Il racconto qui di seguito é romanzato, logicamente non ho una time machine per raccontarvi come sono accadute realmente le cose 😉

Mi chiamo Godiva, da Godgifu o Godgyfu ossia Regalo di Dio, e forse sono la prima donna dei miei tempi, che ha osato opporsi al volere del marito, arrivando a sfidarlo.

Il mio popolo sta soffrendo per le tasse oppressive imposte dal mio amato marito il Conte Leofrico di Coventry. Piú volte ho chiesto di toglierle, piú volte l’ho supplicato di dare un attimo di sollievo al nostro popolo cosí martoriato … ma lui ha sempre rifiutato.

Mio signore abbiate pietá,” lo supplico, poco dopo aver finito pranzo.

Godiva per favore,” lui tuona minaccioso, scostando la pesante tenda di velluto per lasciar uscire dalla stanza, i suoi cani da caccia.

Io ti supplico, ti prego mio signore di risparmiare il popolo, il nostro popolo … non possono davvero sopportare altre tasse!” Gli dico, passandomi i palmi leggermente sudati sul corpetto finemente ricamato. So bene che sto oltrepassando ció che é concesso al mio ruolo di donna e moglie, ma non posso retrocedere. Sento di avere una missione.

Osi contraddire la parola del tuo signore?” Mi domanda alterato. Poi si volta e mi fissa, un brivido di paura corre giú lungo la mia schiena, ma non arretro e rimango ferma, i miei occhi turchesi fissi su i suoi castani.

“Mio signore, lo sai bene quanto io sia devota e rispettosa del–

Sono stanco delle tue suppliche,” sbotta avvicinandosi a passo veloce, e afferrato il mio polso, mi tira bruscamente a sé. Presa di sorpresa mi ritrovo paralizzata e abbasso lo sguardo, pregando che Dio plachi la sua furia. Non posso neanche divincolarmi o tirarmi indietro, perché il mio corpo é bloccato fra il suo e il tavolino, posto dietro di me.

Godiva, facciamo cosí, io daró ascolto alla sua richiesta solo se cavalcherai nuda per le vie della città!” Leofrico sibila a pochi centimetri dal mio viso. C’é una lunga pausa, in cui rimaniamo cristallizzati in quella posizione, poi mi lascia il polso e se ne va via senza proferire altra parola.

Ritorno a respirare, non mi ero neanche accorta di stare a trattenere il respiro. Mi passo le mani fra i capelli raccolti, e  lungo le pieghe della gonna, come a cercare di dissipare via quello che é appena successo.

Sollevo lo sguardo e fisso l’enorme arazzo posto di fronte a me, ho il cuore che batte a mille, ma ho preso la mia decisione, io cavalcheró nuda per amore del mio popolo. Il solo pensiero mi fa star male, mi sento umiliata dalla sua assurda richiesta che forse era piú una provocazione per mettermi definitivamente a tacere, ma Dio mi sosterrá, e mi dará la forza per riuscire in questa missione.

Lui non deve sapere nulla,” sussurro alla mia fedele dama di compagnia, “va e fa distribuire questo proclama dove si raccomanda a tutte le persone di mantenere chiuse porte e finestre.

Mia signora …” mi guarda per un istante con gli occhi lucidi, poi annuisce e con un breve inchino esce dalle mie stanze, lasciandomi sola con tutto il peso della scelta che ho preso, e la paura di quello che accadrá dopo con il mio caro marito.

La cittá di Coventry é come cristallizzata in un lungo istante silenzioso, immobile … quasi eterno, mentre l’attraverso nuda a cavallo coperta soltanto dai miei lunghi capelli. Cerco di stare eretta in sella, ma il peso della vergogna mi spinge a chinarmi su me stessa. Non faccio altro che ripetermi che sto facendo tutto questo perché amo il mio popolo, e desidero solo giustizia.

Soltanto una persona nella città, un sarto poi conosciuto come Peeping Tom, disobbedì al proclama. Nella storia, Tom fece un foro in una persiana per poter vedere il mio passaggio e … rimase cieco.

Passano un paio di giorni in cui rimango chiusa nelle mie stanze assieme alla mia fidata dama di compagnia, che non fa che disperarsi al pensiero di cosa stia tramando il Conte, dopo che ha saputo che ho preso alla lettera ció che aveva proferito piú per scherno che per ordine. Io rimango salda alla mia scelta, ho fede che il nome che porto non sia un caso. E alla fine, mio marito mantenne la sua parola e abolì le tasse onerose.

Giustizia é fatta!

Alla morte di mio marito Leofrico nel 1057, ho continuato a vivere nella mia amata contea anche fino a dopo la conquista Normanna. Sono stata tra i pochi anglosassoni e unica donna, a rimanere un’importante proprietaria terriera anche dopo la conquista di questa.

 

Se vi é piaciuta la storia potete approfondire su:

 

Sir Koala ringrazia e saluta.




Koala Londinese

Koala Londinese

Sir Koala Londinese at Sir Koala Londinese
Blogger romana dal 2010 in trasferta in quel di Londra. Fra un pezzo di pane tirato ad uno scoiattolo e un altro ad un piccione, ti servo la mia visione animale di Londra e non solo! Seriamente convinta di due cose: ció che pensi diventi e che il Carpe Diem dovrebbero prescriverlo a tutti! 😉
Koala Londinese

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