Storie di espatriati: alla ricerca del mio posto nel mondo ho chiuso tutti i miei sogni e aspirazioni in due grosse valigie e sono partita alla volta della Germania! La storia di Samanta da Jena

Ciao Koali eccoci al nostro appuntamentino del Mercoledí in compagnia di donne e uomini che hanno deciso di chiudere una vita in valigia e partire per provare a vivere altrove.

Questa settimana andiamo in Germania precisamente a Jena (dal nome ammetto la mia ignoranza pensavo fosse una meta esotica 😉 ) e incontreremo la simpatica Samanta. Anni fa le é stato insegnato che per inseguire i propri sogni occorreva rimboccarsi le maniche e darsi da fare .. e lei lo ha preso alla lettera, tanto da chiudere la sua vecchia vita in 2 grosse valige, salire su un treno e partire alla volta della Germania … e della sua nuova vita! 🙂

Buona lettura!

Se fossi un libro come inizierebbe la tua storia?

C’era una volta una persona testarda, sognatrice, inquieta e perennemente alla ricerca di sé. Sin da bambina le era stato insegnato che per inseguire i propri sogni occorreva rimboccarsi le maniche e darsi da fare, ergo perseguiva i propri sogni con determinazione e con quella piccola punta di follia che le faceva credere di essere in grado di poter fare proprio tutto. Un giorno mise il proprio cuore, i propri sogni e le proprie aspirazioni in due grosse valigie e salì su un treno alla ricerca di un altro pezzo di sé. Sono passati più di tre anni da quel giorno, eppure ancora oggi non smette di prendere – e talvolta perdere – treni, farsi domande, cercare risposte, darsi da fare e – soprattutto! – sognare.

Raccontami un piccolo episodio che puó essere buffo, triste, comico, che fa riflettere, felice, insomma qualcosa che comunque ti é rimasto nel cuore e/o in testa che ti é accaduto da quando vivi in quella X nazione. 

Venendo da una realtà personale e – volendo – familiare che non ha mai dato importanza al valore dell’accoglienza nel senso di “far sentire le persone a casa”, non posso non citare la mia splendida coinquilina che a sei giorni dal mio arrivo in Germania e in concomitanza con il giorno di Sankt Nikolaus (una versione tedesca della Santa Lucia, che lascia dolcetti ai bambini buoni e li infila nelle scarpe che i piccoli hanno precedentemente lucidato e lasciato davanti alla porta) ha lasciato dei dolcetti sul tavolo per me e per l’altra nostra coinquilina come se nulla fosse. Non mi conosceva nemmeno, eppure mi ha fatto subito sentire accolta e a casa.

Consigliami un posto che ami follemente di quella X cittá dove vivi.

Ci sono tantissimi posti di Jena che adoro, e tutti per ragioni molto diverse. Quando ho bisogno di mettere in fila i pensieri adoro passeggiare e una delle mie mete preferite è il cosiddetto Camsdorfer Ufer, ossia la passeggiata in riva al fiume Camsdorf. D’estate il prato antistante si riempie di bambini, famiglie, gruppi di amici e anche qualche lupo solitario armato di una buona lettura. Se si è in cerca di un po’ di tranquillità basterà procedere di un paio di metri, superare una piccola zona boschiva e riuscirete a ritagliarvi la vostra isola di pace. Con il rumore dell’acqua a fare da sottofondo alle vostre riflessioni e il sole tiepido sulla pelle ne uscirete rinfrancati, di buon umore e – con un pizzico di fortuna – persino leggermente abbronzati.

Improvvisamente ti hanno fatto ambasciatore/ambasciatrice di quella data X nazione e/o cittá, dimmi in poche parole perché la ami e l’hai scelta e soprattutto la continui a scegliere. 

Ho scelto la Germania perché sin da subito mi ha dato l’impressione che – nonostante lo stereotipo che la vuole precisa e incline a categorizzare cose e/o persone – offra la possibilità di essere ciò che si vuole essere. Dal colore dei capelli alle piccole bizzarrie di ognuno di noi, ognuno può essere se stesso al 100%. Anche nel mondo del lavoro viene spesso offerta la possibilità di crescere professionalmente o di apportare le proprie idee e/o i propri progetti. Se da un lato è evidente il fatto ci sia tutta una serie di regole da seguire (non solo di carattere burocratico ma spesso anche di convivenza civile), infine, è interessante notare come – soprattutto nelle nuove generazioni – permei una mentalità elastica, innovativa e profondamente curiosa e aperta verso il prossimo. Vivendo in un centro medio-piccolo, inoltre, è bello notare come tante persone diverse – per età, professione, condizione economica, visione delle cose – convivono e interagiscono senza colpo ferire, fornendo una piccola lezione quotidiana di tolleranza che – lasciatemelo dire – non fa mai male.

Viaggio nel tempo! Puoi tornare indietro e dare alla te che sta per espatriare in quella X nazione/cittá un piccolo consiglio o incentivazione, che hai scoperto una volta trasferita ma avresti tanto voluto saperlo prima.

Una delle mie citazioni preferite – trovata un giorno per caso, gironzolando in rete – recita “la libertà si trova sulla sponda opposta rispetto alla paura”. Ergo, ciò che direi alla me stessa pre- espatrio è esattamente questo: non avere paura. Non avere paura di buttarti, di metterti in gioco, di diventare la persona che diventerai anche se amicizie e conoscenze di vecchia data storceranno un po’ il naso. Non aver timore di non essere accettata da una società della quale non fai più parte e alla quale ritornerai pochi giorni all’anno, in visita a famiglia e amici. Sorridi dei loro sguardi perplessi e vai avanti. Chi si ferma è perduto, dopotutto…!

Dimmi una parola di quella data lingua della nazione dove vivi che ami.

Adoro la parola Fernweh, termine che descrive quello stato di malinconico dolore che caratterizza chi ama viaggiare ma nel dato momento si ritrova a doversi adattare ad un quotidiano decisamente tradizionale e fatto di lavoro, obblighi e impegni improrogabili. Molti la confondono con l’inglese Wanderlust ma se da un lato il termine lust ha una connotazione decisamente positiva, il tedesco Weh significa letteralmente dolore. (Es tut mir weh significa infatti mi duole/mi fa male). Allo stesso tempo c’è chi – insensibile alla poesia di una parola letteralmente intraducibile con un solo sostantivo – la chiama malinconia e ne decontestualizza il potere evocativo. La adoro perché mi riporta ad una delle mie dimensioni preferite: quella del viaggio e della scoperta. Per me viaggiare significa spesso e volentieri mettersi in marcia, con uno zaino sulle spalle e la macchina fotografica a portata di mano, senza un piano ben preciso ma con tanta voglia di scoprire e imparare… nemmeno a dirlo, da quando sono qui ci sono stati tantissimi viaggi di breve e lunga durata e la lista delle mete da scoprire è in perenne aggiornamento.

Hello! Vengo in vacanza da te, dimmi il miglior posto dove mangiare qualcosa di tipico, o bersi un caffé in santa pace, o un cocktail in un luogo figo, insomma un locale che ami e frequenti quando e come puoi.

A trenta minuti di treno c’è un ristorante che offre ancora la possibilità di mangiare cibo tipico della regione – tra le tante cose i celeberrimi Klöße – e accompagnarlo da birre di produzione locale: Zum Guldenen Rad a Erfurt. Ogni volta che qualcuno si dimostra interessato alla cucina locale mi sento di consigliarlo: il cibo è ottimo, i prezzi ragionevoli e l’atmosfera decisamente accogliente. Anche i turisti che spesso accompagno durante le loro visite guidate ne sono rimasti estasiati, sorpresi del fatto i tedeschi non mangino solo Sauerkraut e Bretzel.

Informazioni:

Hai domande da fare alla nostra expat Samanta?

Vuoi leggere i suoi articoli?

Samanta – I Am An Hopeless Wanderer la trovi su Donnecheemigranoallestero.com, precisamente andando su questa sezione del portale Donnecheemigranoallestero.com/germania/samanta-jena-de ma ha anche un suo personal blog Imanhopelesswanderer.blogspot.de

Se avete delle domande e/o curiositá, siete pregati di contattare direttamente la persona intervistata (tramite il suo blog) poiché non risponde (commenti o email) o collabora con questo blog 😉

Leggi le tante storie di donne che inseguono i loro sogni e vivono all’estero. Questo libro non ha fini di lucro e gli introiti vanno adesso a Di.Re, Donne in Rete Contro La Violenza.

Sir Koala ringrazia e saluta.

Koala Londinese

Koala Londinese

Sir Koala Londinese at Sir Koala Londinese
Blogger romana dal 2010 in trasferta in quel di Londra. Fra un pezzo di pane tirato ad uno scoiattolo e un altro ad un piccione, ti servo la mia visione animale di Londra e non solo! Seriamente convinta di due cose: ció che pensi diventi e che il Carpe Diem dovrebbero prescriverlo a tutti! 😉
Koala Londinese

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