Matrimonio & Unioni Civili tra persone dello stesso sesso: informazioni su Londra & Barcellona

Ciao Koali alcuni di voi mi hanno in passato richiesto informazioni sulle Unioni/Matrimoni fra persone dello stesso sesso qui in UK. Ho avuto l’occasione grazie a una intervista di conoscere Chiara che non solo ci racconterá della sua unione civile inglese, ma … anche del matrimonio civile a Barcellona! 🙂

Buona lettura!



  • Questo articolo raccoglie una storia personale, quindi tutte le esperienze e pensieri riportati qui di seguito sono di natura personale, e raccontati da Chiara che ha vissuto a Londra, e ora vive a Barcellona assieme a sua moglie Sara. I costi e le informazioni riportate nel seguente articolo possono logicamente variare nel corso del tempo, anche perché Chiara e Sara si sono sposate un po’ di anni fa, dunque siete pregati di rivolgervi agli organi competenti per avere informazioni  e costi precisi e aggiornati 🙂

Raccontami la vostra storia, nel senso, quali sono stati i passi che avete intrapreso per sposarvi all’estero?

Ci siamo conosciute in Italia, dopo pochi mesi, per via del mio lavoro, ci siamo trasferite a Londra e il 10 febbraio 2014 abbiamo celebrato la nostra Unione civile. A distanza poi di un anno e qualche mese, trasferite questa volta in Spagna e senza che in Italia le Unioni Civili fossero ancora state approvate abbiamo dovuto ripetere il tutto! Questa volta matrimonio…al mare! 🙂

Chiara, il giorno del matrimonio con Sara

Quale documentazione é richiesta per sposarsi all’estero?

In entrambi i casi o tramite internet o presenzialmente abbiamo dovuto ovviamente chiedere informazioni presso il Registro Civile. Per l’Unione Civile a Londra è passato un po’ di tempo, ma se non ricordo male però, quello che era necessario fare allora era: recarsi presso l’Ufficio Civile competente secondo la propria residenza (nel nostro caso Newham) per dare il “notice”.

Nel nostro caso l’accesso era senza appuntamento (walk in). Altri Registri Civili invece lavoravano solo su appuntamento.

La documentazione da presentare era la seguente:

  • i passaporti di entrambe e almeno due prove di residenza ciascuna (ricordo si potevano utilizzare bollette, contratto di affitto, il modulo per il pagamento della Council Tax, contratti telefonici).

Una volta consegnata la documentazione, abbiamo dovuto attendere il nostro turno e una alla volta siamo state intervistate: ci sono stati chiesti i dati di madre e padre e i dati della futura consorte. In conclusione siamo state ricevute entrambe dalla stessa funzionaria e abbiamo dovuto fissare una data (nel caso quindi fossimo state interessate a celebrare il rito in un’altra parte di Londra, avremmo dovuto previamente contattare il posto e prenotare, in modo da comunicare quel giorno la data corretta).

Dal momento che il nostro unico interesse era non spendere un pound più del necessario, abbiamo optato per la sala dell’Ufficio del registro che risultava essere la più economica.

Abbiamo quindi pagato una tassa, se non erro di circa £35 a testa e la gentilissima funzionaria ci ha presentato le possibili date per la cerimonia. Il costo della sala dipendeva dal giorno, e dal momento che il giorno più economico, allora, era il lunedì abbiamo optato per il 10 febbraio. I costi per quella Sala andavano dai £45 ai £500 a seconda dei giorni e dei periodi dell’anno (se c’erano di mezzo festività o meno). I costi delle venue in altre zone più carine erano decisamente superiori e lo stesso i tempi di attesa.

Se non erro abbiamo organizzato il tutto alla fine del 2013 e un paio di mesi dopo avremmo già celebrato la cerimonia in compagnia di almeno un testimone ciascuna.

Quando abbiamo celebrato l’Unione Civile in Inghilterra, il matrimonio non era ancora stato legalizzato, e non essendo poi più tornate sul suolo britannico insieme da allora non abbiamo più potuto fare la conversione in matrimonio.

Per quanto riguarda invece il matrimonio civile in Catalunya è stato un pochino più complesso. La documentazione da apportare è stata molto più ampia.

Abbiamo dovuto presentarci negli orari di apertura per la consegna dei documenti e, una volta consegnati è stato aperto l’expediente matrimonial, siamo state poi ricontattate per comparire nuovamente con una testimone che potesse confermare la veridicità dei dati riportati (non in nostra presenza): in quella sede abbiamo comunicato data e luogo della cerimonia.




Abbiamo poi dovuto inviare via posta l’intero expediente al registro civile dove avremmo fatto la celebrazione (assicurandoci poi per telefono che tutto fosse arrivato correttamente: era necessario inviare gli originali dei documenti e vi assicuri che abbiamo passato più di qualche brutto momento, visto che sembravano essere andati persi), e presentarci poi il giorno fissato con almeno un testimone a testa.

I documenti erano:

  • copia dei passaporti
  • il modulo di richiesta fornito dall’ufficio compilato
  • l’atto di nascita plurilingue (entrambe abbiamo dovuto contattare il comune di nascita e farcelo inviare)
  • il certificato di Stato Libero (risultando entrambe single su suolo italiano – per questo abbiamo dovuto contattare e farci inviare il documento dal Comune di residenza)
  • l’empadronamiento, che è il certificato di domicilio di entrambe e, se la residenza è inferiore ai due anni, è necessario anche richiedere un certificato storico di residenza degli ultimi 2 anni (anche questo abbiamo dovuto farcelo inviare dal comune di residenza italiano).

La cosa estremamente divertente è che alcuni Comuni italiani richiedevano di presentarsi personalmente per richiedere la documentazione, e solo alcuni richiedevano inoltre la marca da bollo (altri no, dal momento che la marca da bollo in Spagna non aveva alcun valore), in un altro caso inoltre ci veniva richiesto di mandare via posta la richiesta con i francobolli per poterci reinviare la documentazione. Quindi, non potendo richiedere ai familiari supporto, abbiamo mobilitato amici per l’acquisto della marca da bollo, abbiamo inviato una delega e i nostri cari amici hanno dovuto presentarsi agli Uffici Comunali per la nostra richiesta. Per i francobolli poi, abbiamo dovuto richiedere ad una gentile sconosciuta che viaggiava a Barcellona in quei giorni, di portarcene un po’ (ovviamente pagandole il disturbo – ed era talmente gentile che ha voluto solo l’importo corrispondente al costo dei francobolli). Ad onor del vero, in altri Comuni queste complessità sono state evitate e la documentazione ci è stata inviata senza far problemi e senza richiederci nulla in più, dopo una sola richiesta inviata tramite email.

Una volta ricevuto via posta il tutto abbiamo dovuto fare tradurre da un traduttore giurato tutti i documenti (ne trovai uno onestissimo e professionale che mi fece pagare tutto il lavoro €50).

Mentre la documentazione veniva passata al giudice e attendevamo di essere ricontattate per le firme e per concludere l’expediente, ci siamo messe in cerca del posto dove celebrare il matrimonio.

Qualsiasi zona di Barcellona aveva tempi di attesa superiori all’anno. Così abbiamo iniziato a contattare tutti i Registri Civili dei Comuni costieri della Catalunya pe email e per telefono. Molti di loro costavano troppo altri avevano esaurito le date per 1 anno o 1 anno e mezzo, finché ho chiamato il registro Civile del Comune di Sant Feliu de Guitxols. “3 luglio?” (presso il Registro Civile, gratuitamente)…e 3 luglio sia!

Ho iniziato a muovermi per raccogliere la documentazione a fine dicembre 2014 e ho portato a termine il tutto in circa 4 mesi. E tranne per il traduttore giurato, non abbiamo speso un Euro! 🙂

Tornassi indietro con il famoso senno del poi ci sono cose che faresti diversamente, o che avresti voluto sapere prima?

Per come sono andate le nostre vite, credo che ogni cosa accaduta non sarebbe potuta andare diversamente da così. Anzi, dal momento che io sono l’organizzatrice della coppia e sono io ad aver portato a termine tutte le procedure in entrambi i casi, direi che posso decisamente darmi una pacchetta sulle spalle: ci sono stati attimi di panico e di scoramento (la burocrazia italiana ci aveva quasi fiaccate), ma ce l’abbiamo fatta alla grande e in tempi davvero insperati! 🙂

In conclusione cosa ne pensi della cultura LGBTQ in UK (precisamente Londra) e in Spagna (precisamente Barcellona)? Ci sono grosse differenze?

Credo che in entrambi i casi abbiamo scelto città accoglienti per la comunità LGBTQ. Capita purtroppo ovunque di subire discriminazione, sguardi di sdegno e commenti sgradevoli, ma questo dipende più dalle zone della città in cui si gira o, in altri casi, semplicemente dai singoli individui.

Dove vivevo a Londra (nella zona 3, ad est una zona popolare) ho ricevuto alcune volte commenti sgradevoli, ma niente di non controllabile con un po’ di sangue freddo e di prontezza di spirito.




Qui a Barcellona non mi è ancora capitato nulla del genere e, in linea di massima, le occhiatacce è più facile che arrivino da turisti che non da locali.

In ogni caso, la comunità LGBTQ in entrambe le città ha vasti spazi di espressione, interi quartieri a lei dedicati (Soho a Londra e Gaixample a Barcellona) e Associazioni a supporto di singoli come anche delle famiglie same sex.

Non siamo grandi frequentatrici dell’ambiente, ma sappiamo per certo che come molto spesso capita, per quanto riguarda i locali, gli spazi dedicati agli uomini sono grandemente più numerosi di quelli dedicati alle donne lesbiche, bisessuali e transessuali.

In conclusione: si respira aria di libertà e in entrambe le città si può realizzare il sogno di creare una famiglia e, se lo si desidera, di vederla crescere

Ringraziamo la nostra amica Chiara, che é stata anche recentemente intervistata su questo blog – qui puoi leggere la sua storia.

Chiara Marenco – Smile Revolutioner la trovi su – Smilerevolutioner.wordpress.com

Se avete delle domande e/o curiositá, siete pregati di contattare direttamente la persona intervistata (tramite il suo blog) poiché non risponde (commenti o email) o collabora con questo blog 😉

 

Sir Koala ringrazia e saluta.

Koala Londinese

Koala Londinese

Sir Koala Londinese at Sir Koala Londinese
Blogger romana dal 2010 in trasferta in quel di Londra. Fra un pezzo di pane tirato ad uno scoiattolo e un altro ad un piccione, ti servo la mia visione animale di Londra e non solo! Seriamente convinta di due cose: ció che pensi diventi e che il Carpe Diem dovrebbero prescriverlo a tutti! 😉
Koala Londinese

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