Un ottimo rimedio per farsi sabotare la vita … e concludere poco e nulla!

  • Questo articolo é frutto di un mio personale pensiero e vissuto, sono solo dei consigli, e spero che vi possano aiutare nel vostro cammino e successo. 🙂

Certe volte penso se vi avessi dato ascolto, se vi avessi permesso di influenzarmi, se vi avessi permesso di affossarmi … come per lunghi anni vi ho lasciato fare. Io 5 anni fa non lo avrei mai preso quell’aereo all’alba.

Io per lunghi anni ho fatto quello che fanno poi tutti, o almeno il 99% di persone che vive su questo pianeta assieme a me. Io vi ho dato ascolto e mi sono fatta influenzare e guidare, perché credevo in quello che mi dicevate.

Premetto, non vi condanno, non nutro rancore o rabbia, poiché voi stessi vi siete fatti ingannare e influenzare, voi stessi avete creduto alle loro di veritá. Non alle vostre.

nhfjhffj

Per molti anni io mi sono lasciata influenzare dagli altri, ho chiesto consiglio, ho seguito, ho eseguito, ho creduto, ho sofferto ma ho continuato ad ascoltare senza capire che era tutto un grande bluff! Un enorme trappola e inganno.

Ho creduto che ero:

  • troppo stupida
  • troppo brutta
  • troppo grossa
  • troppo ingenua
  • troppo strana
  • troppo vecchia
  • troppo debole
  • poco avventuriera
  • poco capace

E molte altre cose.

E vedete, come molti di voi che si sentono ripetere queste cose fin dai primi anni di vita, io ci credevo davvero, ci credevo cosí tanto che mi sono privata volutamente, e vi prego sottolineo il volutamente, un bel po’ di cose.

Come moltissimi di voi.

Ci credevo cosí tanto che per anni non ho distinto fra le loro di voci e le mie, ci credevo cosí tanto, e tanto ne ero assuefatta che nonostante queste cose mi ferissero, io continuavo a sbandierarle in giro, e a crederci perché … perché se gli altri mi vedono cosí, deve essere cosí no?

Se amici, parenti, fidanzatini … mi vedono cosí, allora é per forza cosí!

É quello che ogni giorno facciamo, noi ci infiliamo gli abiti che ci danno gli altri, poco importa che non ci piacciono, che ci vanno stretti, che non li sentiamo nostri, noi ci facciamo etichettare come vasetti di marmellata.

Magari ci stiamo male, magari accusiamo il mondo di questo e quello, di ció che non abbiamo e/o non siamo … senza sapere che siamo noi quelli che volontariamente hanno scelto di recitare un copione che non ci appartiene, dato da altri, altri che a loro volta recitano copioni che gli sono stati dati … da altri, e altri ancora, in un circolo vizioso da cui pochi sfuggono.

Ho passato anni prima di svegliarmi e strapparmi di dosso tutte le dolorose etichette che mi ero fatta appiccicare, a reprimere me stessa, a vedere nello specchio una che non mi corrispondeva, e io dentro di me, nel mio profondo lo sentivo che io ero molto di piú, che io non ero come gli altri mi dipingevano.

Io no ero brutta, debole, incapace di succedere nella vita, di riuscire e conquistare … di cambiare vita, prendendola finalmente fra le mie mani.

Perché é quello che facciamo dalla mattina alla sera, per moltissimi anni, spesso per tutta la vita. Noi ci facciamo volontariamente condizionare dagli altri, ci facciamo giudicare, soppesare, etichettare … da chi ci circonda, da chi amiamo, ma anche da persone che sono solo di passaggio nella nostra vita.

Non partire, sei troppo vecchia!

Non lasciare il certo per l’incerto, sei troppo debole!

Non commettere errori, sei incapace di vincere!

Non metterti quel vestito, sei troppo grassa!

Non fare di testa tua, sbaglierai!

Dai ascolto a me, io ti conosco meglio di te!

Non buttare tutto all’aria, te ne pentirai!

Bugie! Bullshit! Tutte bugie!

kgkgkkgk

Per anni mi sono fatta incatenare volutamente, e guardate che lo sottolineo moltissimo in questo articolo perché é forse la cosa che fa piú male, quella di scoprire che non solo sei il prigioniero ma anche il Mastro di chiavi.

Sei tu che ti tieni coscientemente rinchiuso in queste false credenze.

Sei tu che scegli volontariamente di ingoiarle, di farle tue, di assimilarle, di recitare il copione che ti danno … il perdente, la brutta, lo strano, l’incapace, etc.

Quando sono partita avevo un coro da stadio di persone che pensavano di saperne piú di me, la parola fallimento era ovunque, cosí come quella del sei troppo vecchia per sterzare verso strade nuove. Sei troppo vecchia per cambiare!

E se ci avessi creduto oggi non sarei qui, oggi non avrei scritto questo post, non vi avrei detto SVEGLIATEVI! La vita é vostra, non siete barattoli di marmellata pronti per essere etichettati!

Svegliatevi! Siete voi i capitani della vostra vita, tutti gli altri non potranno MAI conoscervi meglio di voi stessi, non potranno mai sapere cosa sentite, cosa provate … non potranno mai catturare al 100% la vostra essenza, la vostra natura, il vostro pensiero e sentire, la vostra anima, il vostro Io!

Svegliatevi, il mondo non fa che farsi pesare ed etichettare, giudicare e catalogare, come fossimo cose. 

Svegliatevi perché ve lo dovete, perché non si puó passare una vita a credere che davvero siete quello che vi dicono, ad avere paura di cosa penseranno gli altri.

Un giorno mi dissero, dovresti, tu dovresti averne paura perché non vivi su di un’isola deserta, tu vivi in una societá, e logicamente il prossimo ti giudica ed etichetta per quello che sente e vede.

Ma chissenefrega!

Sí chissenefrega, pensate che quando fra 200 anni starete per lasciare questo mondo, vi verrá in mente come tizio e caio vi hanno etichettato, NO vi verrá in mente quello che avete fatto, come avete vissuto e in moltissimi casi … quanto vi siete fatti limitare dalle paure di un giudizio esterno.

No, voi penserete casomai a quante occasioni dalle piú piccole alle piú grandi vi siete persi, tanto eravate preoccupati del pensiero altrui, del fallimento, di come gli altri potevano vederci e giudicarci.

Non é semplice liberarsi di ció, non é semplice mettersi a nudo e guardarsi allo specchio e dirsi … questa, questo sono io. La vera, il vero io, il vero me.

Ci vuole tempo, bisogna cosí tanto lavorarci sopra … perché ci si ricade facilmente, sto per fare una cazzata, sembreró una cretina, che penseranno se va male, forse dovrei lasciar stare, forse hanno ragione, tu che ne pensi? credi che dovrei farlo? tu che faresti al mio posto? E se fallisco? Cosa penseranno gli altri di me? 

kjhhkhk

Non siete venuti qui in questo lasso di spazio/tempo per vivere come gli altri vorrebbero, altri che a loro volta sono schiavi del pensiero e giudizio altrui, non siete venuti qui per recitare copioni altrui.

No, e no, non potete alzare i pugni se la vostra vita non va come volete, se non vi sentite bene nella vostra pelle, non potete dire é colpa sua, é colpa di questo e quello, delle stelle o di chissá chi … é colpa tua. Pochi hanno il coraggio di ammetterselo, io stessa per anni non ci volevo credere, che la sabotatrice ero io. Io sola, io che accettavo tutto ció, perché … perché se lo dice quella persona che só che mi vuole bene, allora é vero.

Ma il bene é un conto, il farsi etichettare é un altro.

Le persone hanno mille motivi per farlo, perché ci amano, per proteggerci, perché ci invidiano, perché non ci capiscono, perché ci sentono diversi, perché non hanno mai fatto o pensato a quella cosa, a quel percorso, perché hanno paura, perché, tanti perché.

Ma noi abbiamo tutto il diritto di dire no grazie, di dire questa non sono io, grazie ma non sono io, non é me.

Non potete farvi frenare e cristallizare in un’immagine che non vi rappresenta o appartiene.

Nella vita tutti vi giudicheranno, tutti vi soppeseranno, tutti per il vostro bene vorranno dire la loro su di voi.

Ora siete liberi di ingoiare il prossimo boccone, oppure potete posare la forchetta nel piatto, allontanarlo da voi il piatto, e decidere che tutto sommato é proprio giunta l’ora di cibarsi di qualcosa di diverso.

Di amore verso il proprio sé, di fiducia in se stessi, che se non siete voi i primi a credere in voi stessi … allora non puó davvero nessuno instillarvi la fiducia e sicurezza nelle proprie capacitá.

Tu sei quello in cui credi.

Come in uno specchio. Se ridi lui ti ride, se piangi lui piange con te e tu non puoi prenderela con lui, con lo specchio … perché riflette solo ció che gli sta davanti. E cosí é la vita.

Forgiate i vostri pensieri, via le etichette, afferrate il timone e sterzate altrove.

Le parole sono quello che sono, e lasciano il tempo che trovano. Piuttosto iniziate a piantare semi nuovi, e vedrete che il tempo di raccolta arriverá presto, davvero molto presto!

Abbiate fede in voi stessi, amatevi, apprezzatevi, perché solo voi potete davvero sapere chi siete e quanto valete. Solo voi e basta. 

kjhklkg

 

Sir Koala ringrazia e saluta.

 

 

 

Koala Londinese

Koala Londinese

Sir Koala Londinese at Sir Koala Londinese
Blogger romana dal 2010 in trasferta in quel di Londra. Fra un pezzo di pane tirato ad uno scoiattolo e un altro ad un piccione, ti servo la mia visione animale di Londra e non solo! Seriamente convinta di due cose: ció che pensi diventi e che il Carpe Diem dovrebbero prescriverlo a tutti! 😉
Koala Londinese

6 Risposte a “Un ottimo rimedio per farsi sabotare la vita … e concludere poco e nulla!”

  1. mi hai descritta!sono rimasta senza parole e ammetto che la lacrimuccia è scesa..

    1. eeee lo so che non sono la sola che si é lasciata guidare e limitare dagli altri! Forza forza si puó essere davvero illimitati! 🙂

  2. livia*gable dice:

    io sicuro!

  3. livia*gable dice:

    ma quanti ma ho scritto?
    cmq volevo solo aggiungere che questi post ” motivational” sono fantastici, per niente banali, quando potrebbero facilmente diventarlo… e invece no!
    brava brava!

  4. livia*gable dice:

    bellissimo come al solito! e, almeno per me per parecchio tempo è stato cosi: ho studiato legge perche lo volevano i miei e stavo vivendo una vita non mia e soprattutto facevo cose per cui non nero naturalmente portata ( facendole dunque male).
    Credo che da una parte i genitori non debbano pretendere che un figlio segua la strada che loro vogliono ma che intraprenda ciò che lui vuole ma che dall’ altra, a un certo punto, se la vita non ci piace dobbiamo alzarci e andare a prendere con le nostre gambe quello che vogliamo, proprio come dici tu.

    ma hai mai pensato di scrivere un libro? baci!

    1. ciao bella ma no mi fa piacere leggere i commenti 😉 eeeeeeeeeeeee ultimamente siete in molti a chiedermi come mai non scrivo un libro … é che ogni volta stupidamente lo ammetto, mi chiedo sí vabbé ma poi chi se lo leggerá?!! 😉

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