Vivere a Londra: gioie e dolori di un italiano

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Vivere a Londra deve essere figo!

Ho visitato Londra e ho capito che é la mia cittá, voglio assolutamente andare a viverci!

Voglio trasferirmi a Londra perché sento che é la mia cittá!

Beata te che vivi a Londra, che darei per viverci anche io deve essere fighissima!

A Londra é tutto magica non le manca nulla!

Questi sono alcuni dei vostri commenti/messaggini che ricevo, molti di voi non l’hanno mai vista Londra se non in cartolina, e altri invece ci sono stati solo per le vacanze.

Anche io all’inizio ero come voi, nonostante andassi anche 3 volte all’anno a Londra, pensavo che fosse perfetta, che fosse la cittá ideale, magica, attiva, dinamica, insomma che fosse bellissima sotto ogni punto di vista.




Poi ci vai a vivere in pianta stabile, non sei piú la turista che gira, fa foto e si diverte, e iniziano i dolori.

Questa lista é personale, é anche molto spiritosa, vuole mettere in guardia ma anche invitare a mettersi in gioco!

Ogni cittá ha i suoi pro e contro, non esiste la cuccagna, non esiste il bengodi, il paese perfetto, con gente perfetta.

Londra la amo, la amo forse perché é appunto un misto di pro e contro, di sorrisi e alzate di occhi al cielo, di che palle e che bello!

É come con le persone, devi andare oltre i loro difetti. Se sei di mente aperta, se sai vedere ben oltre, se sai andare ben oltre, se sai guardare e cogliere appieno il quadro senza soffermarti su un solo paio di dettagli, che da soli sembrano rovinare l’intera opera, allora ti accorgerai che se visti nell’insieme invece la rendono unica, bellissima!

London is a walking city

Noi italiani siamo abituati ad avere – quasi tutti – macchine e/o motorino. Ci si muove per lo piú usando queste. I mezzi di trasporto pubblici spesso o sono pochi e/o mal collegati, o c’é il terrore di dover far le buche in attesa che questi passano. Quindi appena compi 18 anni, dopo aver passato anni a farti scarrozzare dal bus strapieno e sempre in ritardo, corri subito ai ripari e ti prendi la patente. Poi speri/preghi che qualcuno ti regali un catorcio di macchina o motorino!

A Londra appena l’italiano arriva é solitamente a corto di dindi, ne ha pochi, ed eccetto rari casi di patrimoni alla Brtitney Spears, di certo non puoi permetterti manco una sgangherata bicicletta quindi … ecco che inizi ad usare la loro estesa rete di mezzi pubblici. Mezzi pubblici che ti portano ovunque e dovunque, che sono per lo piú puntuali, che hanno Apps che ti avvisano sugli orari di partenza/arrivo, dove sono in quel preciso momento, che route – percorso – fanno, se ci sono interruzioni di servizio, e cosí via.

Alcune volte é figo altre volte daresti fuoco a tutto. Specialmente durante la rush hour quando il vagone del treno su cui viaggi invece di un massimo di 100 persone, ne trasporta il quadruplo, tutti stipati uno contro l’altro come sardine. Oppure quando per raggiungere l’amico da qualche parte in quel di Londra, ti devi fare un bel viaggione con tanto di cambi, perché Londra é IMMENSA!

Non avete idea di quanto sia immensa finché non venite a viverci qui in pianta stabile, e quindi uscirete dalla solite battute e turistiche zone 1 e 2, che le guide indicano essere Londra … credetemi lí fuori c’é un mondo infinito 😉

Considerate che la sua estensione superficiale la rende la città più estesa d’Europa, seguita da Roma e Berlino. – Fonte Wikipedia

Quindi io di cittá estese me ne intendo, ma credetemi … qui puoi finire a stare anche piú di un’ora sulla metropolitana per raggiungere un capo all’altro della cittá e non é perché il treno va lento!

 

Biscotti, biscottini miei dove siete?

Il dilemma di molti italiani all’estero é questo: perché la Barilla non esporta i suoi buonissimi biscotti all’estero? Perché non li vende nei supermercati all’estero? Perché ci fa fare figuracce di m… all’areoporto, quando al controllo realizzano che la nostra valigia non sta per esplodere perché chissá cosa contenga, ma solo perché l’abbiamo stipata di pacchi di biscotti?

Perché, perché Barilla?

Proprio ieri girando su un forum di italiani a Vienna t’ho beccato uno che si era portato su uno scatolone colmo di biscotti, e ai vari italiani disperati che chiedevano “me li vendi?” lui rispondeva categorico di no, “son scorte personali sorry!” … questo per rendere l’idea della situazione.

A Londra ci sono dei deli che li vendono ma spesso devi ipotecarti nonna e casa per acquistarli, biscotti che al super italiano li pagheresti molto ma molto di meno!

Io credetemi li ho visti a 5 sterline … parliamo di piú di 6 euro per un pacco di pan di stelle!!!

Allora partono i telegrammi verso le mamme italiane, o qualche anima pia che puó spedirci qualcosa: “Aiutatemi. Prego mandare biscotti pan di stelle. Urgente. Grazie.”

Voi pensate che stia esagerando? No, qui la cosa é SERIA!

 

Piove? Allora esco!

Il tempo.

Parliamo del tempo va!

Non é vero che a Londra piove sempre, casomai c’é questa pioggerellina leggera, leggera che sembra nebbiolina, leggera che ti penetra ovunque e l’ombrello non ti serve perché tanto lei ti bagnerá comunque e dovunque.

Si chiama Drizzle e dopo un pó che ci vivi qui, la impari ad accettare come parte onnipresente della tua vita da londoner.

Per una come me che vengo da Roma dove er Sole lo vedi per gran parte dell’anno, il tempo si mantiene stabile e se piove nel week end fangala basta non si va da nessuna parte … qui a Londra cambi prospettiva completamente.

Piove = esco. Anche perché rischieresti di rimanere per molto, molto tempo a casa. Hai un pezzo di giardino per stendere i panni? Bello! Peccato che non lo userai quasi mai, perché un momento c’é il sole, un momento dopo piove e se tu non sei a casa pronto con corsa alla Bolt per ritirarli, i tuoi panni son fregati!

Nel periodo che va da Gennaio a Marzo il cielo si trasforma in una distesa a volte claustrophobica di nuvolone grigio, e un italiano del Sud puó anche arrivare a mettersi davanti a una lampadina pur di avere un pó di luce e calore, simil Sole.

Se la cavano meglio quelli del Nord, che scrollano le spalle e dicono … ah vedessi Milano!

Anyway, let’s admit it, no one comes to London for its weather!

 

Voglio andare al mare!

L’Inghilterra ha bellissime spiagge, se non ci credete leggetevi questo mio post, peccato che spesso pure in pieno Agosto siano vuote, o per lo piú con gente che prende il sole ma nessuno in acqua.

Che son tutti fessi?

No, é che le temperature delle acque non sono diciamo, cosí invitanti, manco a Ferragosto!

Quindi being stuck in London, durante l’estate non é il massimo. Specialmente se pensi, che potresti startene al mare a rosolarti e fare tanti bagnetti.

I peggio che vedi che danno di testa, sono ancora una volta quelli del Sud, che cominciano ad avere visioni mistiche/fantozziane, sui tuffi e bagni nelle acque cristalline sarde, in quelle blu profondo della Sicilia, in quelle trasparenti della Puglia e cosí via …

Agosto poi a Londra é un mese come gli altri, non ci sono saracinesche selvagge tirate giú, non c’é il classico fugone, e Ferragosto é un giorno come gli altri, e i cocomeri poi … piccoli, da single, tristi … bah!

 

Case per bimbi?

Di case ne ho girate e viste parecchie, case nuove e case vecchie, ma una cosa le accomuna quasi tutte: son piccole!

Gli spazi son piccoli, le camere son piccole. Difficile trovare una casa secondo standard italiani, ossia large, ariose, spaziose …

Ho affittato stanzine dove c’era un letto, un armadio a muro e … io. Basta, stop non entrava manco la valigiona in cui tenego i miei averi.

Stanze claustrofobiche, piccolissime,e lillipuzziane da farti pensare che siano fatte apposta per indurti a traslocare di nuovo!

 

Londra non é per Claustrofobici o se soffri di Agoraphobia e neanche per chi viene dal paesello

Non deve essere il massimo starsene richiusi in un car – vagone – della metro, con altre 300 persone, tutti ammassati l’uno contro l’altro, ne ritrovarsi a prendere un ascensore di un grattacielo magari stipato di altri dipendenti che vanno al lavoro come te, o scendere lungo l’escalator – scala mobile – della metropolitana piena zeppa di gente impilata uno dietro l’altro, o che ti corrono giú al lato e cosi via.

Attraversare Piccadilly Circus oppure Oxford Circus, equivale ad essere catapultati in una famosa scena di Matrix dove Neo viene travolto da un plotone di gente che attraversava la strisce pedonali. Non é di certo il massimo se soffrite di Agoraphobia!

Londra é popolosa e piena come un uovo. Non ci credete?

Londra è la città più popolosa dell’Unione europea; l’area metropolitana conta quasi 14 milioni di residenti – Fonte Wikipedia.

Londra puó risultare a primo impatto spaventosa, se vieni dal “paesello” sperso di qualche piccolo comune italiano. La tanta gente, la fretta, nessuno che ti da retta o ti aspetta, l’indifferenza generale puó giocarti brutti scherzi se non ti amalgami in fretta.

 

Se non hai la Pay TV sei fregato!

Siamo abituati che pure se non hai Sky e compagnia bella, comunque Rai e Mediaset offrono dei programmi decenti, passano certe partitone di calcio, e comunque c’é pure il satellitare con i suoi programmi interessanti. Insomma non devi tassativamente abbonarti a qualcosa, per vedere della vera TV.

Qui, apriti cielo!

Qui se non hai Sky e compagnia bella sei fregato, almeno per me che ho vissuto in case con padroni che avevano Sky e altri che non avevano un bel niente. I canali son pochi, e passano per lo piú sempre le stesse cose. Fortuna che io non guardo spesso la TV.

Anche qui c’é il canone da versare alla BBC – The current licence costs £145.50 (€174.99) for a colour licence and £49.00 (€58.89) for monochrome Fonte Wikipedia -, e da quanto ho capito a meno che non ti guardi la diretta puoi evitare di pagarlo, ma se ti pizzicano a guardare la diretta sei fregato!  Non paghi la licenza se usi il TV solo per guardarti DVD o giocarci con la Play … so cose!

Vedete meglio qui.

 

Parla da solo che é meglio!

Gli inglesi non sono chiacchieroni come noi. Qualcuno puó dire ah grazie al Cielo!

Ma credetemi alcune volte questi loro silenzi, questa loro forte discrezione puó arrivare a darvi alla testa. Non sai mai che pensano veramente, son sempre estremamente polite – gentili. É tutto un darling, un my dear, un excuse me … In Tube tutti sono assorti nelle loro cose, libri, mp3, sguardi fissi che evitano tassativamente di incrociare altre forme umane … uno puó entrare vestito da ballerina dell’opera e piroettare, e tutti rimarrebbero come fossi entrata in camicetta e gonna e stessi seduta a leggere.

Se sei alla ricerca di un uomo e di essere corteggiata, scordatelo perché a meno che non si siano tracannati un paio di boccaloni di birra ghiacciata, questi qui non si sognerebbero mai e poi mai di attaccare bottone con una ragazza.

Hanno bisogno dell’alcohol per sciogliersi, per parlare, per fare amicizia, per abbordare, per fare i fighi, per interaggire con altre forme umane e no, non sto scherzando o esagerando!

Ecco perché é buona norma avere qualche amico italiano con cui parlare e dar sfogo al nostro chiacchiericcio che molti criticano, ma a cui non rinuncerei mai, la nostra solaritá e voglia di fraternizzare secondo me in piccole dosi é molto, ma molto importante.

Lascio stare anche di parlare di quanto qui si affidino alle agenzie matrimoniali, ai siti di incontri al buio, per cercare e conoscere ‘sta famosa anima gemella!

Diciamo che l’improvvisazione non é certo di casa 😉

 

Se non sei veloce e flessibile puoi pure andare a casa!

Caratteristica che amo della popolazione inglese, é che sono molto ma molto flessibili, ma ahimé – soprattutto qui a Londra – non aspettano nessuno.

Quando dico flessibile intendo l’esserlo a 36o gradi.

Ti licenziano? Non stai lí a strapparti i capelli, a maledire tutto e tutti, a intasare amici e forum su tutti i problemi e le difficoltá vere o solo immaginarie che hai e avrai da qui a 1700 anni, perché di sicuro non esce nulla, sei vecchio, sei troppo qualificato, poco qualificato, poca esperienza, molta esperienza, …

Qui mettono tutto in una scatola, escono, si fanno una tazza di tea o una birrona e si rimettono in marcia. Non perdono tempo, se c’é da andare altrove vanno altrove, se c’é da farsi un corsetto per accalappiare quelle nuove skills allora si fanno il corsetto, se c’é da attappare con un lavoretto che non é quello per cui hanno studiato lo fanno zitti e basta, se c’é da farsi 100 colloqui lo fanno come ruspe andando avanti senza sosta.

Cambiano casa come le mutande, la cambiano pure piú volte all’anno, fanno bagagli e vanno dove c’é possibilitá di star bene, di migliorare, e sí, pure che hanno famiglia e prole partono e vanno altrove pure lontano lontano.

Si sanno adattare meglio alla strada poco asfaltata di questi tempi di crisi, cercano sempre opportunitá e lasciano poco, pochissimo spazio ai piagnistei.

Non aspettano nessuno, se tu non ti adegui ai loro tempi e modi puoi andare elegantemente fuori. Corri devi correre specialmente a Londra, corri nella metropolitana, corri fuori dalla metropolitana, corri a quell’appuntamento, a pausa pranzo, corri tra i mille impegni e impari cosi cosa vuole dire veramente la parola multi-tasking, che di magia pure che l’avevi infilata nel CV, prende nuova vita.

Devi sempre essere informato e aggiornato, qui soprattutto capisci cosa vuole veramente dire che l’informazione é potere!

 

Voglio mangiare solo italiano!

Se siete di quei tipi che volete mangiare solo italiano, che ricercate la stessa cucina pure in mezzo alla giungla Amazzonica, allora l’Inghilterra non fa per voi … e non fa per voi pure il resto del mondo.

Qui anche i ristoranti che dicono di essere italiani, non cucineranno mai al 100% italiano, o come la tua mamma!

Londra é fantastica proprio perché mixa sapori e culture, puoi mangiare e assaggiare davvero di tutto, e quindi non é paese per schizzinosi puristi italiani, a meno che non ti cucini tutto da solo comprando gli ingredienti al super.

Preparati mentalmente anche a vedere “maciullata” e violentata la nostra cucina, io ho visto gente mettere foglie d’insalata nella pasta, storpiare nomi di piatti italiani, spacciare piatti palesemente non-italiani per italiani, scottare la pasta a tal punto da ridurla a poltiglia, spezzare i spaghetti e cucerli, essere convinti che la pizza se la sono inventati gli americani, spacciare normale formaggio per Parmiggiano Doc, mettere il garlic – aglio – ovunque convinti che in Italia lo mangiamo a colazione/pranzo e cena, etc.

Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: cosa ci sei venuto a fare qui, se non ti amalgami con la cultura locale?

 

Perhaps … costosetta!

In Italia far la spesa costa eccome, qui non tanto poi, ma in Italia i mezzi pubblici non hanno costi cosí proebitivi tanto che se sei on budget, da farti pensare due volte se ti conviene prendere la tube o fartela direttamente a piedi!

Sí sí, mi dirai che i mezzi pubblici qui sono una bomba, comunque ti assicuro che ogni mese che rinnovi l’abbonamento ti dimentichi di quanto “bomba” siano i mezzi pubblici, e il 1 Gennaio di ogni anno, temi il rincaro dei mezzi pubblici di trasporto!

Anche uscire, divertisi, bere costa! Ad esempio a Roma mi é capitato di andare a vedermi i filmetti al cinema con 5 Euro, qui avranno pure mega sale, ma cavolo se il biglietto é salato come l’acqua di mare!

Forse é per questo che ho scritto l’ebook/guida La Mia Londra Low-Cost 😉

Ce ne sarebbero degli altri ma io mi fermo qui, volevo solo darvi una breve panoramica 😉




Sicuramente riceveró delle critiche ma ripeto, questa é la mia personale e scherzosa visione.

Sir Koala ringrazia e saluta.

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Koala Londinese

Koala Londinese

Sir Koala Londinese at Sir Koala Londinese
Blogger romana dal 2010 in trasferta in quel di Londra. Fra un pezzo di pane tirato ad uno scoiattolo e un altro ad un piccione, ti servo la mia visione animale di Londra e non solo! Seriamente convinta di due cose: ció che pensi diventi e che il Carpe Diem dovrebbero prescriverlo a tutti! 😉
Koala Londinese

19 Risposte a “Vivere a Londra: gioie e dolori di un italiano”

  1. Io a gennaio faccio le valigie e vado lì in cerca di fortuna, come ormai quasi la totalità dei miei coetanei della mia città, Reggio Calabria. Tra poco spariremo dalle carte geografiche, forse, quindi è bene che lo scriva. Dopo la laurea in lingue e 3 anni di nulla cosmico e di lotte per un qualsiasi posto di lavoro, che se però non sei il cugino del cognato dello zio non ti dà nessuno, espatrio anche io, con mille dubbi e paure, ma anche con una carica a molla pazzesca. Ammetto che il tuo post mi ha confortata perché sapevo già tutto quello che c’era da sapere e andrò lì consapevole di tutti i pro e i contro. Ammetto che la mia meta è la Spagna, perché è stato amore a prima vista quando ci sono andata (a vivere mentre stavo in Erasmus) e spero che Londra sia solo un inizio per la famosa “esperienza” (anche perché… io e la pioggia non andiamo d’accordo). Ammetto che ho una paura matta, ma nessuno dei miei amici che “sto sei mesi e se non va ritorno” è ancora ritornato. Certo, mi piacerebbe poter vivere nella casa che i miei genitori mi hanno lasciato, con la mia famiglia a 5 minuti e magari una famiglia mia, che spero di poter avere… ma che c’è da fare? Solo asciugare le lacrime ed essere forti. Meglio poveri, ma realizzati che poveri e falliti.

    1. il fatto triste e’ che le persone siano costrette ad emigrare dall Italia verso altri paesi solo per via del lavoro che in Italia manca e in altri paesi ce. Io ho vissuto a Londra dal 2008 al 2011 e posso dirti che la vita li e’ tutt’altro che facile per un italiano. Dovrai adattarti a condividere appartamenti con molte persone estranee solo perché i costi dell’affitto sono altissimi e non puoi permetterti una casa tutta tua. Il lavoro qualficato ce pero’ la competizione e’altissima e bisogna essere il meglio del meglio. Altrimenti ti toccano lavori di serie B, pagati poco e miserevoli. Comunque in bocca al lupo

  2. Bel blog!Vivo a Londra da 4 anni (dopo quasi 10 anni negli USA) e condivido molti punti di vista, specialmente i commenti ironici sulla tendenza degli inglesi ad andare avanti come ruspe, spaccare tutto e poi vedere se va bene. E’ una cosa degli inglesi che paga certamente sull’economia – a Londra per lo meno. Pero’ non paga in molti settori che sono una parte importante della vita come cultura generale, sanita’ ed istruzione pubblica (la qualita’ del sistema sanitario ed educativo qua in UK lascia MOLTO a desiderare).

  3. Ivana Araujo dice:

    Io sono brasiliana…vivo in Italia…adoro il bel paese…ma ho tanta,tanta voglia di vivere in un paese del nord europa…. mi piace l’inverno…mi e sempre piaciuto…quindi il clima e il griggio nn sono un problema per me. Sembra strano ma io mi sento contenta quando e griggio il cielo…nessuno mi capisce…pazienza !
    Ti faccio i miei complimenti per l’articolo…ho gia fatto prima…ma davvero mi hai fatto ridere…e sognare.

  4. Ivana Araujo dice:

    Mi è piaciuto una ciffra!! Adoro il tuo modo di scrivere…fantastico! Mi hai fatto sognare….davvero…

  5. uno all’estero va per vari fattori,per cambiare vita,non è la scusa ideale,se ti piace com’è londra non la cambi….e per il lavoro,uno vede cosa c’è di maggior diffusione,conosco gente che lo trova prima dall’italia eppoi si trasferiscono,ma la paga sarà sempre minore di loro,per me…bisognerebbe pensare di accontentarsi di un discreto posto di lavoro ed entrare nella loro routine…poi i migliori che contribuiscono al miglioramento,verranno trattati come loro!io non sono mai stato a londra,ho fatto solo un week end…mi è piaciuta molto,non tanto gli inglesi,ma le inglesi mi hanno fatto innamorare….vi deve piacere anche la gente….

  6. Koala, quoto tutto quello che hai scritto! Io sono spagnolo e ho vissuto in italia per 8 anni, ora sono in scozia da 3 e ho sposato un’ italiana. quando a me hanno offerto londra ho detto no e ho fatto bene. è bellissima da turisti o venirci per un congresso, ma è una città feroce e carissima. e gli inglesi possono essere abbastanza poco amichevoli, sulle cose serie. non esistono leggi sull’abitabilità e si affittano cose che sul continente sarebbero illegali. e poi quello che forse sottovaluti nel tuo bel post è che emigrare non è mai facile. quando emigri sei quello che sta chiedendo, o rubando il lavoro o occupando posto. una certa aggressività da parte loro è normale. quello che non mi va giù è l’arroganza. quando ti dicono che la pasta di grano tenero con la mayonese è “vera pasta”, ecco questo non lo sopporto!

    1. Andreas mi inchino davanti al tuo italiano!
      E no in questo caso non ho messo il dito nella piaga dicendo che emigrare é difficile ma credimi se ti giri un po’ il blog ci sono post in cui lo dico e sottolineo 🙂
      Grazie per il tuo POV!

  7. indo italiano dice:

    sono italiano di origine indiane.
    è bello quello che avete raccontato di londra.
    sono stato a londra e in italia.io dico che un altro paese come italia non esiste,è unico.
    abbiamo solo un problema “corruzione”

  8. io ho 14 anni e abito a Londra da quasi 3 anni e la odio ogni giorno di più

  9. Londra non è più quell’Eldorado degli anni 90, che trovavi lavoro dopo 3 giorni senza sapere mezza parola di inglese. I sogni andavano di moda negli anni 90 massimo primi 2000, adesso con la concorrenza spietata da gente di ogni parte del mondo (soprattutto spagnoli, portoghesi, greci e noi italioti) trovare lavoro se ti va bene lo trovi in 3 settimane, che sono i tempi per il NIN, e senza quello non lavori, a meno che non trovi qualcosa in nero ma il rischio che ti pagano in ritardo (o peggio, neanche ti pagano) è elevato.
    A Londra ormai ci vanno tutti, io punterei più per altre città come Manchester o Liverpool, realtà più piccole per ambientarsi, poi casomai puntare Londra.

  10. londra è londra, la odi o la ami. Se abbiamo il coraggio di restare in Italia, figuriamoci a Londra! io ci ho vissuto per 6 anni, mi sono ritrasferita in italia ed ora mi ritrasferisco a Londra al volo!!!

  11. mi piace la tua ironia quando racconti le cose ! continua cosi 😀 ahahah

  12. Tatiana Cretu dice:

    Ho letto ma credetemi che mi la sono fata a dosso dalle risate…..un bel racconto sui inglesi…

  13. Pensateci, non si viene qui a fare i burattini ma i burattinai, adesso loro ci vedono come noi vedevamo l’Albania e il Marocco , anche gli USA sono in crisi con gente che si uccide per un pezzo di pane, ma l’America protegge i suoi cittadini, così come la Germania , trovatemi un tedesco oppure un Americano a Londra… Perché non ci sono? Pensateci ragazzi, Pensateci …

  14. Ma si anche io credo che non e’ facile vivere a Londra, ma non e’ altrettanto facile tornare in Italia…nel senso che se sei un ragazzo/a che vive con i genitori e’ tutto diverso, indipendentemente dall’età di chi scrive su questi blog, non ho mai letto qualcosa su chi si e’ trasferito con moglie e figli e si è rimboccato le maniche e abbia detto:” me ne frego del clima, in Italia ci vado in estate” leggo solo blog di chi si lamenta della paga dei ristoranti italiani, del prezzo delle stanze ecc… Ma provate ad immaginare una cosa, immaginate che in Italia non ci fossero più i lavapiatti marocchini, algerini, tunisini, insomma tutti quei lavori da disperati, ecco adesso immaginate che a Londra non ci fossero più quei disperati italiani che lavorano per una paga che gli inglesi prendono il doppio se stanno a casa… Cosa succederebbe? Pensateci prima di scrivere …..

  15. Qui parli di molti argomenti sicuramente interessanti per chi vuole farsi un’idea su Londra da “straniero”, ma da quello che scrivi sembra tu abbia una visione negativa di Londra.. Adesso io mi chiedo, se nonostante tutti questi “contro” abiti ancora a Londra, qualcosa di bello, di positivo ci sarà? Sarebbe bello che tu condividessi anche gli aspetti che, nonostante tutto, ti fanno scegliere di vivere a Londra piuttosto che a Roma..

  16. sono cosi distanti dal nostro modo di vivere, che per quanto te la farai come residenza futura per la tua vita, il tuo essere italiano non la comprenderà mai pienamente

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