Sei grassa e brava!

All’epoca quando lavoravo per quel famoso department store, ultra lusso, fashionoso, griffato, frequentato da principesse ingioiellate piú di Moira Orfei, solo sul nostro fottuto piano ci doveva essere la musica.

Gli altri piani, erano solo silenzio ed echi, noi invece oscillavamo fra Sinatra e la disco tuz-tuz-tuz, questo perché il nostro piano era quello piú giovanile e modaiolo.

Quando dagli altri piani dello store, saliva qualche collega per curiosare nella sezione jeans squizza culo, dal valore monetario di una Ferrari, queste sorridevano sornione e rapite, e cinguettavano un beate voi che avete la musica, da noi invece solo un gran silenzio.

Per carineria noi abbozzavamo un sorriso e annuivamo, mentre dentro bruciavamo dalla voglia di urlare un bel ma vaffanculo, che a seconda di chi comanda sul floor la tengono a messa, oppure cosí a palla che una volta scattó l’allarme anti-incendio, ma noi assordate come eravamo non lo sentimmo!

Di tanto in tanto qualche CD – per caso! – si graffiava e quindi era da gettare via, una delle buyer amava questa parte del (non) lavoro, e meticolosamente giocava al giavellotto lanciando via quelli skratchati.

Qualche volta le personal shopper, all’ennesima Beyoncé che urlava di ficcarle quel caxxo di anello al dito, uscivano esauste e ci intimavano di togliere immediatamente quel CD.

A me piaceva Sinatra ma a molte no, quindi non durava piú di una canzoncina, e poi la sua voce svaniva nel nulla trasformandosi in quella di Rihanna, che urlava Rum pum pum rum pum pum pum rum pum pum pum.

Se la manager non era sul floor, le mie colleghe si lanciavano ad un metti, cambia, cambia, metti, togli, butta, skratcha, nascondi, no questo no, ebbasta, ecchecaxxo basta Byonce, no voglio Rihanna, alza, spegni, abbassa, aspetta sta passando uno dei capoccia, metti a palla questa mi piace e cosí via…

Poi arrivó lei e piú o meno mise tutti d’accordo: Adele.

Quando la mettevano su solo il barista incastrato nel suo champagne bar, si faceva prendere dai momenti trasformandosi in Hulk, perché non sopportava la track che ripeteva senza fine, stile CD incantato: Rumour has it, rumour.

Invece alla mia buyer – che regalava sorrisi quanto un tirchio regala soldi – piaceva un casino e la vedevi tutta zampettare qua e la, felice e ringraziando chiunque l’aveva messo.

Io ammetto che non sapevo chi fosse, bella voce ma chi era?

Il biglietto da visita di Adele era questo: quella grassa, é bella ma grassa, una gran voce ma grassa, ma non ti pare dimagrita?

E proprio oggi su un famoso magazine femminile italiano, mi capita appunto di leggere un’intervista dove si parla di lei: brava e grassa!

Ma che bisogno c’era di dirlo?

Cioé perché é grassa, ha avuto culo – erm mi scusi cara Adele! – a diventare famosa?

Solo i magri diventano famosi?

Adele, cosí grassa che Karl Lagerfeld dopo averle appunto fatto notare che insomma, sei chiappona per i miei vestiti, si scusa e le manda una selezione delle borse piú belle di casa Chanel.

Insomma qui non ci si prende in giro, si sa che esiste la casta delle magre e quella delle grasse, io nella moda ci lavoro e ve lo garantisco, peró un dubbio mi sorge: ma la notiziona é che é brava, oppure grassa e brava?

Sir Koala ringrazia e saluta.

Koala Londinese

Koala Londinese

Sir Koala Londinese at Sir Koala Londinese
Blogger romana dal 2010 in trasferta in quel di Londra. Fra un pezzo di pane tirato ad uno scoiattolo e un altro ad un piccione, ti servo la mia visione animale di Londra e non solo! Seriamente convinta di due cose: ció che pensi diventi e che il Carpe Diem dovrebbero prescriverlo a tutti! 😉
Koala Londinese

4 Risposte a “Sei grassa e brava!”

  1. Sdrammattizziamo con un bel: grasso è bello, o comunque: grasso è simpatico!
    Non ho letto l'articolo su Adele, ma non mi pare che se si è formosetti/e si venga percepiti come dei buoni a nulla.
    Anzi,io che lotto da una vita con i chili di troppo (ingrasso anche di 2 chili in 2 giorni)devo dire che in qualche caso mi sono stati utili, specie nel lavoro: una maestra paffutella è più simpatica, i genitori ti affidano i loro pargoli con più tranquillità, ispiri più senso materno…ecc.
    Certo quando vado nei negozi di abbigliamento purtroppo mi sento male, una volta mi è stato detto: no, jeans della sua taglia qui non ne vendiamo! (una semplice 44!!!)
    Ho chiuso con parecchi negozi, specie con quelli in cui lavorano commesse scheletriche e magari anche con il naso appuntito…ecco, vedete? Io diffido dei magri!!!
    Un pò per invidia un pò perchè ho appurato in più di un'occasione che i magri che mangiano sono davvero pochi, gli altri si nutrono di briciole di cibo, ma anche di briciole di vita!

    Tina

  2. Quanto mi da fastidio questo modo di pensare: sembra sempre che se uno è grasso (e mi sembra tanto che ormai venga considerato grasso anche uno con la taglia 42…) non debba saper fare niente! Ma io dico, perché diamine uno grasso non dovrebbe cantare bene?!
    Questo tipo di ragionamenti mi fa davvero incavolare…!!

  3. MorbidosamenteFranci dice:

    Etichette ovunque! Essere grassi a quanto pare è uno sbaglio imperdonabile…ed essendo una blogger grassa che parla del mondo dei grassi…ne so qualcosa!!! 🙂

  4. CeciliaChristine dice:

    Ma infatti, oddio, che rottura le categorie, e se sei grasso, e se sei gay, e se sei italiano, tutti ad aspettarsi da te cosa puoi/sai/devi fare.

    E poi sono gli stessi grassi/gay/italiani e mille altre categorie a far notare che, nonostante il loro essere … sono riusciti a …

    Nun se ne può più!

    Ma a me chemmenefrega quantopesi chititrombi chesaicucinare se devo ascoltare la tua musica? Dico io, mica canti col grasso, con l'uccello o con il passaporto …

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